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Il Rovescio del Diritto
Agrigento 16 ott. ‘09
ad Agrigento a novembre inizia il CORSO DI PREPARAZIONE AI CONCORSI DI
MAGISTRATO ED AVVOCATO....
Le materie saranno:
1) Diritto CIVILE le lezioni saranno tenute dal Cons. Salvatore
ROTIGLIANO Presidente Onorario Aggiunto della Suprema Corte di
Cassazione;
2) Diritto PENALE le lezioni saranno tenute dall’avv. Giuseppe
SCOZZARI, assistente di diritto processuale penale Università di
Palermo, facoltà di Giurisprudenza - sede di Agrigento.
Per ulteriori informazioni potete contattare il responsabile del corso
che è l'avv. GIUSEPPE SCOZZARI oppure l’avv.ssa ALESSANDRA SICURELLA ai
seguenti numeri: 0922/605388 – 0922/605875- cell. 335/7048802
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Modulo iscrizione
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i pareri degli anni scorsi...
agrigento lì 18 dic '08
ANNO 2008
DIRITTO CIVILE
Traccia A
Tizio, in data 10 gennaio 2008, conclude un contratto preliminare di
vendita a Caio - con previsione della stipula del contratto definitivo
in data 10 marzo 2009 - avente ad oggetto un terreno che Caio,
ingenuamente, ritiene sia di proprieta' di Tizio per aver osservato
quest ultimo, da una dozzina di anni, esercitare di fatto su di esso,
pacificamente, i diritti del proprietario. Nell occasione Caio
corrisponde a Tizio la somma di denaro stabilità a titolo di acconto.
Nel novembre 2008 Caio, scopre che il diritto di proprietà sull immobile
spetta a Sempronio, fratello di Tizio. Il terreno, in effetti, si trova
tra due fondi, l'uno di proprietà di Tizio e l'altro di proprietà di
Sempronio , e quest ultimo non aveva contrastato Tizio allor quando
questi aveva allargato la sfera del possesso, ricomprendendo in esso il
terreno intermedio di Sempronio. Caio decide di agire prontamente in
giudizio chiedendo, in via principale, l'annullamento del contratto per
vizio del consenso costituito da errore e, in via subordinata la
risoluzione del contratto stesso per inadempimento, e chiedendo ,
altresi' la restituzione della somma versata ed il risarcimento del
danno subito, avendo egli rinunciato ad acquistare un altro terreno di
valore equivalente, sito nella stesa zona, di proprietà di Mevio , che
frattanto lo ha venduto ad altri. Tizio si reca dal proprio avvocato. Il
candidato, assunte le vesti del legale, rediga motivato parere ,
illustrando gli istituti e le problematiche sottesi alla fattispecie in
esame.
Traccia B
In un piccolo palazzo nella zona residenziale della città sono siti
soltanto due appartamenti, l'uno al primo piano, l'altro al secondo
piano, entrambi di proprietà di Tizio, che abita al primo ed ha fin ora
tenuto libero il secondo. Tizio decide di vendere l'appartamento sito al
secondo piano a Caia che ne diventa proprietaria. Tizio ha sempre
trascurato di curare l'androne del fabbricato e tutt'ora continua a
manifestare disinteresse al riguardo quando Caia gliene parla. Per la
migliore conservazione del locale, in effetti , appare necessario
provvedere alla tinteggiatura della parete e alla risistemazione della
pavimentazione in alcuni punti. Caia decide di fare eseguire i lavori
durante le ferie estive, quando Tizio è in montagna, senza
interpellarlo. Al ritorno di Tizio, Caia richiede una somma di ammontare
pari alla metà delle spese che ha sostenuto, delle quali ribadisce la
necessità. Tizio nega il rimborso affermando che nessuna somma era
dovuta in mancanza del suo previo consenso. Caia minaccia, pertanto,
un'azione giudiziaria per il recupero della somma, e, anzi, assume che
richiedera' anche i danni, per essere stata costretta alla spesa
dall'incuria di Tizio. Tizio si reca dall'avvocato. Il candidato,
assunte le vesti del legale, rediga motivato parere, illustrando gli
istituti e le problematiche sottesi alla fattispecie in esame.
DIRITTO PENALE
Traccia A
Da giorni nel liceo della città Alfa è in corso un'occupazione
studentesca, accompagnata da forti polemiche. Un gruppo di genitori si
riunisce e chiede lo sgombero coattivo del liceo.
Il telegiornale della più importante emittente televisiva cittadina
trasmette un servizio sull'evento. Mentre l'autore del servizio
riferisce gli accadimenti, scorrono vecchie immagini di repertorio in
cui, tra l'altro, si vede il preside parlare al micorofono di un
giornalista. L'autore del servizio, nel frattempo, riferisce che il
preside ha dichiarato che non richiederà alla polizia lo sgombero
coattivo del liceo. In verità il preside non ha mai rilasciato una
dichiarazione del genere. Arrabbiato per l'attribuzione di tale
dichiarazione, presenta querela per diffamazione nei confronti
dell'autore del servizio e del direttore del telegiornale. Quest'ultimo-
asserisce il preside nella querela - aveva l'obbligo di impedire
l'evento diffamatorio e, comunque, è responsabile a norma dell'art. 57
c.p..
Il direttore del telegiornale e l'autore del servizio giornalistico si
recano insieme dall'Avvocato penalista e chiedono di conoscere quale è
la situazione in cui versano.
Il candidato - assunte le vesti del legale - rediga motivato parere,
illustrando gli istituti e le problematiche sottesi alla fattispecie in
esame.
Traccia B
L'ispettore Tizio tiene a bada ammanettato il pericoloso bandito Caio
nel salone della villa dove si era nascosto, dopo averlo disarmato ed
arrestato poco prima insieme con i colleghi Sempronio e Mèvio. Costoro,
intanto, frugano tra gli oggetti della stanza alla ricerca di armi e
documenti. Caio improvvisamente asserisce di sentirsi male e vuole
stendersi sul divano. Tizio, sicuro di sé, libera Caio dalle manette,
supponendo di essere in grado di tenerlo sottocontrollo. Caio, tuttavia,
repentinamente spintona Tizio, facendogli perdere l'equilibrio ed
impossessandosi della sua pistola, quindi spara all'indirizzo di
Sempronio e Mèvio. Quest'ultimo, pur ferito lievemente ad una gamba,
reagisce uccidendo il bandito nel corso del conflitto a fuoco.
Purtroppo, un proiettile sparato da Mèvio fora il vetro di una finestra
che affaccia sul giardino e colpisce mortalmente al capo un giovane
inserviente, che, di ritorno a casa, si accingeva a bussare alla porta.
Tizio si reca dall'avvocato penalista e chiede di conoscere qual è la
situazione in cui versa. Il candidato, assunte le vesti del legale,
rediga motivato parere, illustrando gli istituti e le problematiche
sottèsi alla fattispecie in esame.
ATTO DI PENALE
Nell'ottobre 2007 si disputa la prima giornata del torneo di calcio
intersociale Pochi minuti dopo l'inizio della partita tra le squadre
degli azzurri e dei bianchi, Tizio calciatore della squadra azzurra
destinato al controllo dell'attaccante avversario Caio, interviene
violentemente su di lui, calciandolo mentre corre, facendolo rotolare
per terra e interrompendo in tal modo una pericolosa azione d'attacco.
Caio si rialza e ed insieme con il compagno di squadra Sempronio si
avventa minacciosamente su Tizio. Accorre pero' immediatamente
l'arbitro, che si interpone tra Tizio e i due calciatori della squadra
bianca e impedisce che la situazione degeneri.
Pochi minuti dopo, Sempronio interviene duramente su Tizio, il quale,
col pallone tra i piedi, gli volge le spalle, colpendolo ad una gamba
con un calcio e gli procura la frattura del perone.
Mentre Tizio è a terra dolorante, Sempronio l'apostrofa più volte. Tizio
presenta denuncia di querela nei confronti di Sempronio. Tizio si
ristabilisce soltanto dopo alcuni mesi.
Si costituisce successivamente parte civile nel processo penale in cui
Sempronio è imputato di lesione personale aggravata, a norma degli
articoli 582, 583 comma 1 n.1, 585, 587 comma 1 n.4, 61 n.4 del codice
penale. Nel novembre 2008, all'esito del giudizio di primo grado, il
tribunale assolve Sempronio. Nella sentenza il giudice rileva che il
fatto, poiché avvenuto nell'ambito di una competizione sportiva,
implicante l'uso della forza fisica e del contrasto puro tra avversari,
costituisce oggetto di rischio consentito da parte dei partecipanti,
sempre immanente nelle gare di calcio.
Assunte le vesti dell'avvocato di Tizio, il candidato rediga l'atto
giudiziario più opportuno, illustrando gli istituti e le problematiche
sottesi alla fattispecie in esame
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ANNO 2002
PARERI DIRITTO PENALE
1) Caio presenta al comune Alfa domanda di rilascio di concessione
edilizia per la realizzazione di un fabbricato adiacente alla propria
casa di abitazione.
Il comune, acquisiti i pareri negativi del competente ufficio tecnico e
della commissione edilizia, nega a Caio il provvedimento richiesto
motivando in ordine alla contrarietà dei requisiti del fabbricato con la
prescrizioni del piano regolatore generale, che vietava aumenti di
cubatura nella zona.
Tizio, Sindaco dello stesso comune, emette qualche tempo dopo nei
confronti di Caio, suo amico di lunga data, un’ordinanza che
prescriveva, per motivi di igiene, la realizzazione dello stesso
fabbricato oggetto della richiesta di concessione edilizia.
L’opera veniva quindi realizzata in osservanza dell’ordinanza comunale.
Tizio e Caio, preoccupati per le conseguenze penali della loro condotta,
si rivolgono quindi ad un legale.
Il candidato, assunte le vesti del legale dei due, premessa la
trattazione del concorso dell’extraneus nel reato proprio, rediga
motivato parere, soffermandosi sulle problematiche sottese alla
fattispecie in esame.
2) Tizio si propone, per vendetta, di ferire Caio.
Si arma quindi di pistola, lo attende nei pressi della di lui abitazione
e, al suo arrivo, spara al suo indirizzo un colpo, ferendolo al dito
mignolo della mano destra.
Sempronio, casualmente presente sul luogo, viene colpito dal proiettile,
che, di rimbalzo, lo ferisce all’addome, cagionandone poco dopo la
morte.
Tizio si rivolge quindi ad un legale per conoscere le conseguenze penali
della sua azione.
Il candidato, assunte le vesti del legale, premessa la trattazione della
tematica dell’aberratio, rediga motivato parere, soffermandosi sulle
problematiche sottese alla fattispecie in esame.
ATTO DIRITTO PENALE
Tizio, dipendente della ditta Alfa, nel timore che vengano scoperti i
numerosi ammanchi di denaro da lui sottratto dai conti della stessa
Alfa, appicca nottetempo il fuoco al capannone dell’ufficio contabilità
dell’azienda.
Si sviluppa un incendio di notevoli proporzioni, che causa la morte di
Mevio, ladruncolo introdottosi clandestinamente nell'immobile prima
dell'azione di Tizio.
In primo grado Tizio viene ritenuto responsabile per i reati di incendio
e di omicidio volontario.
Tizio chiede al proprio legale di presentare atto di appello avverso la
sentenza, ribadendogli che la sua azione era determinata dal solo
intento di distruggere la documentazione giacente presso l’ufficio, che
egli reputava deserto.
Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga l’atto richiesto,
soffermandosi sugli istituti e sulle problematiche sottese alla
fattispecie posta al suo esame.
ANNO 2003
DIRITTO PENALE
1) Caia privata cittadina rilasciava un intervista a Tizio giornalista
intervistatore nella quale costei definitva Sempronio all'epoca
direttore generale dell'Azienda sanitaria di Genova un "faccendiere" ed
un "opportunista che cerca soltanto intrallazzi" Tizo pubblicava su un
quotidiano a rilevanza nazionale l'intervista senza effettuare alcun
controllo in ordine alla veridicità delle circostanze addebitate
dall'intervistata ed alla continenza delle espressioni riferite, ma
riportando le affermazioni di Caia tra le virgolette. Tizio si reca da
un legale per conoscere le conseguenze della sua condotta. Il candidato
assunte le vesti del legale, premessi brevi cenni sulla rilevanza della
scriminante dell'esercizio del diritto di cronaca, rediga motivato
parere soffermandosi sul reato ipotizzato, con particolare riferimento a
quello psicologico.
2) Tizio veniva avvicinato da Caio maresciallo della Guardia di Finanza
che gli riferiva dell'arrivo di un esposto anonimo in merito a delle
irregolarità connesse dall'azienda ALFA e BETA per le quali tizio
svolgeva la propria prestazione professionale in qualità di dottore
commercialista , facendogli intendere che avrebbe potuto occultare
l'esposto, evitando in tal modo conseguenze negative a tizio stesso ed
alle società in questione. Tizio e Caio si incontravano tre volte presso
l'abitazione del dott. commercialista: nel corso della prima riunione si
parlava del possibile intervento del maresciallo per definire la
vicenda; nel corso della seconda era quantificata la somma pretesa dal
sottoufficiale; durante la terza vi era la consegna di una parte della
somma. Caio si reca da un legale per conoscere quali possono essere le
conseguenze della sua condotta. Il candidato assunte le vesti del legale
premessi brevi cenni sui delitti dei pubblici ufficiali contro la
pubblica amministrazione regida motivato parere soffermandosi sulle
problematiche sottese al caso in esame.
Traccia atto di penale:
Tizio veniva tratto a giudizio per avere detenuto all'interno del
proprio negozio di milano 200 barattoli di pomodoro contenenti del
prodotto scaduto, sulla cui dicitura relativa al c.d. "termine minimo di
conservazione" era stata applicata un'etichetta recante una data
successiva a quella originariamente indicata dal produttore. Nel corso
del dibattimento emergeva che i prodotti alimentari scaduti:
1) non erano stati esposti per la vendita sui banchi, nè offerti al
pubblico
2) erano custoditi all'interno del magazzino dell'esercizio. Tizio,
all'esito del giudizio, veniva condannato alla pena della multa di €
500,00, in quanto ritenuto responsabile del reato di cui agli artt. 56 e
515 c.p., per aver posto in essere atti idonei diretti in modo non
equivoco a consegnare ai potenziali acquirenti alimenti per qualità
diversi da quelli dichiarati.
ll candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l'attopiù
opportuno evidenziando la problematica sottesa.
ANNO 2004
DIRITTO PENALE
Traccia n. 1
Tizio partecipava ad una rapina in una gioielleria in concorso con Caio
e Sempronio questi ultimi entrambi armati Nel corso della rapina di
fronte alla reazione armata del marito della titolare, in quel momento
addetto alla gioielleria, Caio esplodeva alcuni colpi di arma da fuoco
che attingevano mortalmente l’uomo.
A seguito delle indagini effettuate nell’immediatezza del fatto veniva
tratto in arresto Caio il quale rendeva dichiarazioni pienamente
confessorie e rivelava i nomi dei compiici. In particolare Caio riferiva
che essi, anche se avevano accertato, mediante sopralluoghi, che
all’interno della gioielleria si sarebbe dovuta trovare, come sempre,
una donna, che non avrebbe opposto resistenza, poco prima della rapina
avevano constatato che all’interno del negozio vi era i, invece, un
uomo;
precisava poi che, dopo essersi riuniti, avevano deciso di eseguire
ugualmente il colpo secondo i piani prestabiliti e che tutti erano a
conoscenza del fatto che la rapina sarebbe stata commessa con utilizzo
di due armi da sparo.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, premessa la
trattazione della tematica sul rapporto tra concorso diretto e concorso
anomalo, rediga parere motivato soffermandosi sulle problematiche
sottese al caso in esame.
Traccia n. 2
Tizio viene ricoverato presso il reparto di chirurgia d’urgenza
dell’Ospedale Alfa per forti dolori addominali. Viene operato il giorno
dopo per infezione, ma rimaneva incerta la causa della patologia
venivano disposti quindi esami ematologici e consulenza internistica.
Veniva trasportato nel reparto di chirurgia diretto dal Dottor Caio il
quale continuava la terapia antibiotica e disponeva un nuovo emocromo
senza sottoporre Tizio alla consulenza internistica.
Caio dimetteva Tizio dopo due giorni perché in via di guarigione
chirurgica «senza alcuna prescrizione».
Tizio due giorni dopo accusava dolori addominali; si recava presso il
nosocomio dove veniva operato d’urgenza. All’esito dell’intervento Tizio
moriva per grave infezione addominale. Secondo il medico legale
incaricato dall’autorità giudiziaria Caio non aveva compiuto una
corretta diagnosi omettendo di valutare il risultato degli esami e di
sollecitare la consulenza internistica.
Il candidato assunte le vesti del legale di Caio premessi brevi cenni
sul rapporto di causalità omissiva ed evento nel reato colposo omissivo
improprio, rediga parere motivato soffermandosi sulle problematiche
sottese al caso in esame.
Atto di penale
Tizio tratto a giudizio veniva condannato dal Tribunale di Roma
territorialmente competente per il reato di furto aggravato dall’uso del
mezzo fraudolento di una lampada a basso consumo preventivamente
occultata all’interno di una confezione vuota di un prodotto dal costo
più basso.
Risultava accertato che l’imputato aveva sottratto la mercé presso un
grande magazzino corrispondendo un prezzo più basso.
Il candidato assunte le vesti del legale di Tizio rediga l’atto ritenuto
più opportuno soffermandosi sugli istituti sottesi alla fattispecie in
esame.
ANNO 2005
DIRITTO PENALE
Traccia n. 1
Tizio veniva tratto a giudizio per rispondere, in concorso con Caio e
Mevia — il primo nella qualità di medico ginecologico, il secondo di
medico anestetico, la terza di ostetrica — di plurimi omicidi
premeditati, commessi al fine di percepire indebiti compensi, su feti in
avanzato grado di gestazione (comunque superiore ai 90 giorni),
provocando l’induzione al parto tramite somministrazione di idonei
farmaci e rottura manuale della membrana, con successiva fuoriuscita del
feto, soppresso mediante consapevole condotta omissiva idonea a
determinarne la morte.
Risultava accertato, all’esito della complessa attività istruttoria
effettuata nel corso delle indagini preliminari, ed in particolare delle
dichiarazioni delle donne alle quali erano stati praticati gli
interventi, dalle testimonianze assunte e dalle consulenze tecniche
effettuate su alcuni feti riesumati, che questi ultimi erano vivi e
vitali al momento del parto e che la pretesa «sofferenza derivata dalla
rottura silente della membrana», patologia surrettiziamente documentata
nei referti quale causa della morte dei feti, anche ad ammetterne la
sussistenza, non avrebbe mai potuto causare la morte di questi ultimi.
Risultava, altresì, accertato che, pur non essendo provata la
commissione di azioni dirette alla soppressione dei neonati, il decesso
doveva attribuirsi alla volontaria omissione delle cure necessarie per
mantenerli in vita.
Il candidato, assunte le vesti del legale degli imputati, rediga
motivato parere sulle fattispecie configurabili nel caso in esame,
soffermandosi sulla individuazione degli elementi costitutivi e
distintivi dei delitti di omicidio, infanticidio ed aborto.
Traccia n. 2
Tizio, maggiore di età, veniva tratto a giudizio per rispondere dei
delitti commessi in concorso con i minori Caio, Sempronio e Mevio, di
omicidio pluriaggravato (dal nesso teleologico e dai motivi abbietti e
futili), di violenza sessuale di gruppo e di sequestro di persona in
danno della minore Caia.
Dalle risultanze delle indagini preliminari tecniche, dagli accertamenti
medicolegali e dalle dichiarazioni confessorie rese da tutti gli
imputati, risultava accertato che in occasione e contemporaneamente agli
atti di violenza sessuale erano stati posti in essere altresì atti
diretti all’uccisione della vittima al fine di evitare che la giovane
potesse dare l’allarme e denunciare i gravi delitti fino a quel momento
commessi.
Tanto premesso in linea di fatto, il candidato, assunte le vesti del
legale di Tizio, rediga motivato parere sulle seguenti problematiche
sottese alla fattispecie in esame:
1) se la circostanza aggravante prevista dall’art. 576, comma 1, n. 5
codice penale per il reato di omicidio, quando lo stesso sia stato
eseguito «nell’atto di commettere taluno dei delitti previsti dagli
articoli 519, 520 e 521 codice penale » sia tuttora configurabile,
nonostante l’abrogazione di queste ultime disposizioni ad opera
dell’articolo 1 legge 66/1996, con riferimento ai delitti di violenza
sessuale di cui agli articoli 609-bis e ss. codice penale, inseriti
dalla stessa legge tra i delitti contro la libertà personale e in
particolare con riferimento alla fattispecie della violenza sessuale di
gruppo prevista dall’art. 609octies codice penale;
2) in caso di soluzione positiva al quesito di cui al punto n. 1, se sia
compatibile il concorso della circostanza aggravante della violenza
sessuale di gruppo, riconducibile all’articolo 576, comma 1, n. 5 codice
penale, con quella della connessione teleologica fra l’omicidio e la
violenza sessuale, prevista dall’articolo 61, numero 2 codice penale,
richiamato dall’articolo 576 comma 1, numero 2 del codice penale.
Atto di penale
Tizio, addetto alla vigilanza presso il comune Alfa, veniva avvistato
dai CC in servizio, alla guida dell’auto del Comune, con a bordo due
minori di età il giorno 22 settembre 2001, alle ore 18,30 circa.
I CC, che conoscevano Tizio, non fermavano l’autovettura di servizio, ma
segnalavano il fatto alla locale Procura della Repubblica.
Tizio veniva, quindi, rinviato a giudizio e, all’esito dell’istruttoria
dibattimentale, nel corso della quale venivano escussi soltanto i
verbalizzanti che avevano proceduto all’accertamento, veniva condannato
per il reato di peculato d’uso.
Il candidato assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l’atto
ritenuto più opportuno evidenziando la problematica sottesa alla
fattispecie in esame.
ANNO 2006
DIRITTO PENALE
1) Tizio il 5 gennaio 2005 si reca di notte nei pressi di un cavalcavia
posto a protezione della sottostante sede stradale, e per puro
divertimento, comincia a lanciare sassi di grande dimensione, sia pure
senza avere l’intenzione di colpire gli automobilisti in transito sulla
carreggiata.
Nel frattempo, un automobilista non riesce ad evitare un sasso e viene
colpito riportando ferite gravi.
Successivamente, Tizio si allontana indisturbato, ma viene riconosciuto
e tratto in arresto con l’accusa di lesioni personali.
Il candidato, premessi brevi cenni sul tentativo di reato, assunte le
vesti del legale di Tizio, rediga motivato parere, illustrando la
fattispecie criminosa imputabile allo stesso, tenendo presente che Tizio
non conosceva la vittima né aveva del luogo del lancio una visuale
sull’autostrada.
2) Tizio, pubblico dipendente della Sovrintendenza ai Beni Culturali ed
Ambientali di Agrigento, veniva accusato di avere attestato falsamente
la sua presenza al lavoro nell'Ufficio regionale presso il quale
prestava servizio, allontanandosi senza formale permesso e
sottoscrivendo fogli di presenza e timbrando il proprio cartellino
presso l'apposito orologio marcatempo, facendo così risultare orari di
entrata e di uscita non corrispondenti a quelli effettivi.
Il candidato, premessi brevi cenni sulla falsità materiale e la falsità
ideologica in atti pubblici, assunte le vesti del legale di Tizio,
rediga motivato parere, evidenziando le problematiche sottese al caso in
questione, tenendo presente che Tizio era solito timbrare il cartellino
all'inizio e alla fine della giornata, senza far risultare i propri
allontanamenti dal luogo del lavoro, non dovuti a motivi di servizio.
Atto giudiziario di diritto penale
Tizia è proprietaria di un immobile acquistato in regime di separazione
dei beni dell'anno 1992 a mezzo di compravendita con atto del notaio.
Nello stesso anno con decreto di omologazione della separazione i
coniugi venivano autorizzati a vivere separatamente e la casa coniugale
viene assegnata alla moglie ed ai figli.
Con decreto del 1996 il Tribunale di Roma - sezione misure di
prevenzione, ordinava la confisca in danno del marito di Tizia, il
signor Caio, per il cespite patrimoniale su indicato. I giudici infatti
avevano provveduto a sequestrare e successivamente a confiscare il bene,
essendo il marito di Tizia indagato per appartenenza ad associazione di
tipo mafioso. L'immobile veniva successivamente acquisito al patrimonio
comunale e Tizia veniva intimata al rilascio dello stesso.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizia, premessi brevi cenni
sulla tutela dei terzi titolari di diritti sulla cosa confiscata rimasti
estranei al provvedimento penale, conclusosi con sentenza irrevocabile
di condanna, proponga incidente di esecuzione innanzi al giudice
competente.
ANNO 2007
DIRITTO PENALE
Il signor Tizio, che attraversa un periodo di difficoltà economica,
riesce ad acquistare da uno sconosciuto dieci banconote da 100 euro
contraffatte al fine di saldare il pagamento di tre canoni di locazione
arretrati. dopo aver preso appuntamento telefonico con il signor Mevio,
suo locatore ed artigiano in pensione, si reca presso il domicilio di
quest'ultimo per il saldo dei canoni, ma contrariamente a quanto
concordato, trova ad attenderlo il signor Caio, figlio di Mevio,
cassiere presso una grossa struttura di vendita.
Nonostante ciò, Tizio decide comunque di consegnare in pagamento le
banconote a Caio. Ricevute le banconote, Caio nota che le stesse sono
contraffatte perchè sprovviste di filigrana e, di conseguenza, decide di
recarsi immediatamente presso la vicina Stazione dei Carabinieri per
denunciare l'accaduto.
Da par suo Tizio, pur supponendo di non poter essere punito, in
considerazione della grossolana contraffazione delle banconote,
immediatamente rilevata da Caio, decide comunque di rivolgersi ad un
legale per avere chiarimenti in merito alla questione.
Il candidato, premessi brevi cenni sul reato di falso nummario, rediga
motivato parere circa le conseguenze applicabili alla condotta di Tizio
specificando, tra l'altro, se a Tizio è contestabile anche il reato di
ricettazione.
SECONDA TRACCIA IN MATERIA DI DIRITTO PENALE
Mevio entrava in un supermercato e, dopo aver riposto nel carrello merce
per il valore di euro 600, pagava l'importo regolarmente alla cassa.
Uscito fuori con il carrello, Mevio posava la merce nell'auto di
proprietà parcheggiata lungo la strada laterale adiacente al
supermercato.
A questo punto Mevio si affrettava a rientrare nel supermercato,
riponendo nel carrello merce identica a quella acquistata in precedenza.
Portatosi ad una cassa diversa, in gergo denominata "veloce", Mevio
mostrava lo scontrino relativo alla prima spesa effettuata,
giustificando il doppio passaggio con la necessità di comperare una
bottiglia di champagne dimenticata nella lista degli acquisti.
Pagata la sola bevanda, Mevio usciva dal supermercato speingendo il
carrello ancora pieno allorquando incrociava la prima cassiera, recatasi
fuori per svuotare un cestino di rifiuiti. Quest'ultima, insospettita,
avvisava i vigilantes i quali, effettuato un controllo, provvedevano a
fermare Mevio.
Il canidato, individuato l'elemento differenziale tra il reato di furto
aggravato dal mezzo fraudolento ed il reato di truffa, rediga motivato
parere evidenziando le conseguenze applicabili alla condotta di Mevio.
Atto giudiziario di diritto penale
Con ordinanza del 28.10.2003, il Tribunale di Roma respingeva l’istanza
di riabilitazione presentata da Tizio in relazione a due decreti penali
di condanna per violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro in
rilievo che, essendo il predetto stato successivamente denunziato nel
1998 e nel 2000, per ulteriori violazioni delle citate norme, non poteva
considerarsi realizzata la condizione stabilita dall’art. 179 c.1 c.p.,
secondo il quale il condannato deve aver dato prove effettive e costanti
di buona condotta.
Presa conoscenza della pronunzia di rigetto, Tizio si rivolge
immediatamente ad un legale esponendo che i procedimenti a seguito delle
denunce subite si erano risolti con l’archiviazione e che l’adito
tribunale di sorveglianza non aveva tenuto conto delle favorevoli
informative circa la condotta assunta successivamente ai decreti di
condanna.
Il candidato assunte le vesti del legale di Tizio, proponga gravame
avverso il provvedimento del Tribunale di sorveglianza.
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